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CARNE NUOVA

L’odore di carne nuova nel mio harem era nell’aria.. lui era lì. Brancolava nel buio, come fanno i cani abbandonati senza le dovute cure. La morte cerebrale lo attendeva, per far spazio alla mia volontà, uno zombie segaiolo stava bussando alla mia porta.
Docile e mansueto, mi seguiva da tempo. Trovò il coraggio di farsi avanti, così, dopo essere entrato nel mio blog con lo scopo di avere il mio preziosissimo indirizzo e-mail, mi ha scritto dicendo che era interessato come non mai a farsi annientare.
Aveva bisogno di più, quel più che nessun’altra da tempo gli aveva saputo mai dare.
La completa perdita di controllo che dà accesso a un’area del cervello completamente nuova.. la pazzia, la frenesia che ti porta a camminare sul filo del rasoio, a un passo dal burrone, dal baratro.
Un’eccitazione continua a cui lui non sapeva dire di no. L’unico suo obiettivo era di rendermi ancora più ricca e viziata, a discapito di qualsiasi cosa gli sarebbe successo. Non gli importava più di niente ormai, né di lui stesso, né di sua moglie o della sua stessa famiglia… l’unica cosa che contava davvero nella sua vita ero IO.
Quel coglione parlava bene la mia lingua, ed io interessata decisi subito di metterlo alla prova.
Non esitò neanche un secondo. La puzza di troia arrapata si sentiva da km e km, e le mie richieste alimentavano quella fabbrica di ricotta che aveva tra le gambe.
Ormai me lo ero lavorato bene, cotto a puntino. Disposto a tutto, era pronto a perdere il controllo della sua intera vita. E quale strumento migliore per perderlo se non usare teamviewer, e avere libero accesso alla sua homebanking? Non ce la faceva veramente più, possedevo ogni cosa di lui e questo mi piaceva da matti. Capii subito che la troia andava oltre, dove molti si fermavano, e per me era pura estasi. Avevo forse trovato il perfetto coglione?
Più forzavo i suoi limiti e più la troia mi seguiva a passo svelto e sicuro come se ormai fossi veramente la sua UNICA vera guida, capace di condurlo fuori da quella vita di merda e noiosa e oppressiva, data da un matrimonio fallimentare e da una moglie suina che lo aveva riempito di corna per colpa di tutte le notti che si era rinchiuso nel cesso a segarsi e umiliarsi come una dannata scrofa.
La regola n.1 ormai l’aveva appresa bene: IO prima di tutti e tutto.
Fautrice del suo destino, all’arrivo dello stipendio riuscii a fottergli tutto nell’arco di poche ore.
L’inconsapevolezza della moglie lo eccitava, e sapeva che avrebbe passato bei guai a causa di quel gesto.
Poteva essergli fatale a tal punto da determinarne la fine. IL passo finale verso il punto di non ritorno. Ma era troppo presto per me e volevo ancora giocare con la mia preda.
Proprio niente riusciva a fermarlo, perché ormai aveva me. Ogni mio ordine veniva eseguito, e, sebbene fosse ridotto quasi allo stremo, lui su mio ordine andava a lavoro con il perizoma, e come un tacchino nel giorno del ringraziamento si riempiva il culo di ogni cosa chiedessi. La tasca dei chusky di doraemon non era niente in confronto a cosa potesse contenere il culo della mia nuova battona. Ogni volta era sempre più divertente: vederla così disperata di ogni mia attenzione. E udite udite, come vi avevo già accennato aveva una mogliettina maniaca del controllo. Peccato che chi delle due aveva veramente il controllo su quell’ameba viscida ero solo io. Pensava di potersi controllare per la sua prima volta con me. Ma si sbagliò alla grande! Grandi gettate di cash sudato e patito ora dopo ora, minuto dopo minuto a lavoro, si fiondarono con violenza nel mio conto lasciando il suo azzerato, totalmente ripulito e vuoto. Siamo in primavera o no? Suvvia, è buona usanza farvi ripulire a modo i vostri conti dalle vostre Miss. Quindi non sorprendetevi.




Pronto a raschiare il fondo era giunto per lui il momento dell’ennesima prova, ovvero di dimostrare ancora una volta che sua moglie non valesse un cazzo paragonata a me, e che per il mio nome sarebbe stato disposto a tutto..
Ripulito di ogni cosa, viaggiava con due euro, manco la cifra esatta per potersi pagare il biglietto del treno per andare a lavoro, dato che, per colpa della moglie che non gli rivolgeva parola, era rimasto senza macchina, a piedi, come era giusto che fosse. Era lo zimbello del lavoro, e ormai tutti sospettavano ampiamente riguardo alla sua natura, come se sapessero già, in fondo in fondo… fra risatine e occhiate lui teneva le gambe e il culo stretti stretti, attento a non far trapelare quelle mutandine da scrofa costantemente incrostate.
A lavoro, in pausa pranzo, non si era portato niente... perché una bella merenda ordinata dalla sua Dea lo aspettava.
Solo al pensiero di non sapere cosa gli sarebbe toccato era preoccupato, fremeva per sapere. Su mio ordine uscì alla ricerca di ciò che gli avevo chiesto di trovare, vale a dire lo stronzo di cane più grande che avesse mai visto, per poi contattarmi non appena avesse trovato quello giusto, bello grosso, fresco e ancora puzzolente. Assolto il compito, in pieno giorno ho fatto partire la video chiamata e davanti me era iniziato lo spettacolo.



Calate le braghe e mostrata la sua natura di puttana, eccitato di essere esaminato e di sentire i miei commenti, eccellente carburante all’adrenalina, che in quel momento non gli stava facendo capire un cazzo, lui ha iniziato a girarsi davanti e dietro per potersi far ammirare meglio da me… ma il bello arriva adesso. La mia troia, come vi dicevo, ancora non aveva pranzato, e impietosita di ciò gli ho ordinato, davanti ai miei occhi e con il video che lo stava riprendendo, di leccare quella grossa e puzzolente merda di cane, che solo dopo un’ attenta ricerca era riuscito a trovare, e di farlo subito, senza esitazione. Se non lo avesse fatto sapeva bene cosa lo attendeva. E allora sempre mezzo nudo, in mezzo al giardino, chinatosi si è messo a quattro zampe ad annusare il suo nuovo pasto: prima una leccata e poi un’altra, ancora una e un’altra ancora. Pareva piacergli, sotto il mio sguardo divertito e le mie risate.






Non soddisfatta però volevo di più:
«Visto che ti piace tanto, mangiala! Mangiala per me».
«Ma come Dea? Dice seriamente?»
«sì, puttana e ti sto pure filmando, quindi fai la brava e fai ciò che ti ho ordinato, su, da brava!»
«Ma La prego dea, non può dire sul serio»
«Oh sì che sto dicendo seriamente… non vorrai mica che ti punisca! sai cosa ti aspetta se non esegui»
«La prego, posso fare di tutto ma questo no. La supplico»
«Ho detto FALLO, ORA!»

Arreso, ne ha preso un bel pezzo, porgendoselo in quella fogna di bocca con cui ogni giorno bacia la mogliettina.




Un nuovo tipo di schiavo stava emergendo: un uomo sposato così annichilito da mangiare merda per la sua giovane Dea vittoriosa di vederlo così tanto sottomesso.
«Un altro bel pezzetto» esordì io.
«Brava troia, mastica bene prima di ingoiare e assaporala»

Trasalì, la sua faccia era in agonia.. più lo era e più io ridevo. Pensavo, fra me e me: «peccato che non ci siano anche le mie amiche a guardarlo, anche loro avrebbero goduto e riso di questa vista»
«adesso tira fuori la lingua e fammi vedere che hai finito tutto»


Tirò fuori la lingua lercia, con ancora pezzi di merda freschi qua e là sparsi su tutta la bocca. Ero davvero soddisfatta del lavoro fatto.
«Ora però troia, quando tornerai a casa, voglio che ti pomici come non mai quella poveraccia di tua moglie»
‘Si PADRONA’
Tornò a casa, monitorato da me e….

To be continued

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1 comment

  • Gianni

    21 Aprile 2020 at 21:15

    Stupendo!!!

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